Rottura del pene

Rottura del pene

La frattura o rottura del pene è una causa non così rara di rottura traumatica dell’organo sessuale maschile. Generalmente questa lesione è una disavventura sessuale: il pene si trova in erezione al momento del trauma ed ha un’elevata pressione interna. Causa più comune di rottura è quando il pene in erezione viene spinto con forza contro l’osso pubico della compagna durante la penetrazione. Quando si ha un’erezione il pene è un organo rigido con pressioni interne molto elevate grazie al quale si riesce ad ottenere una buona ed efficiente erezione. Quando, in queste condizioni, una qualsiasi forza che ecceda la tensione del pene in erezione può produrre una distorsione e tensione acuta dei corpi cavernosi con rottura della tunica albuginea dei corpi cavernosi stessi.

La diagnosi della frattura del pene non è difficile. Il paziente avverte la rottura istantaneamente con percezione di un suono schioccante in sede genitale associato a dolore acuto, rapida detumescenza dell’organo e rigonfiamento del pene. Si possono rilevare noduli palpabili nella sede del sito di rottura. In alcuni casi ci possono essere delle perdite di sangue dal meato uretrale esterno dovute alla presenza di lesioni dell’uretra (fino a un 10% dei casi).

La diagnostica per immagini si avvale dell’ecografia che molto spesso può indicare il sito di rottura della tunica albuginea dei corpi cavernosi e l’entità dello stravaso ematico. Dalla immagine ecografica a inizio articolo si osserva l’area tondeggiante nerastra (ipoecogena) sulla sinistra riferibile a stravaso ematico dopo frattura del pene con apparente integrità della tunica albuginea del corpo cavernoso di sinistra.

Il trattamento dei traumi penieni può essere conservativo o chirurgico. Nei casi di guarigione spontanea è possibile lo sviluppo di alterazioni della curvatura simili a quelle della Induratio Penis Plastica (malattia di La Peyronie) che possono successivamente richiedere un trattamento medico, fisico o chirurgico. Gli eccellenti risultati di una correzione chirurgica tempestiva con degenza ridotta e percentuali di complicanze minori rispetto al trattamento conservativo supportano il concetto di una correzione precoce delle fratture del pene.

L’intervento chirurgico standard consiste nello degloving penieno che consiste nell’esposizione completa delle strutture interne del pene con identificazione e correzione della rottura della tunica albuginea del corpo cavernoso del pene. Importante, altresì, drenare i tessuti sottocutanei del pene dai residui ematici. Poiché le lesioni peniene sono quasi sempre unilaterali e localizzate vicino alla base del pene, con orientamento trasversale e vicino all’uretra, l’incisione di scelta è quella inguino scrotale. In caso di rottura/lesione uretrale si ricorre alla riparazione contestuale di quest’organo. Si lascia solitamente un catetere vescicale che sarà mantenuto più a lungo in caso di riparazione uretrale. Al termine dell’interno è utile una medicazione semicompressiva.

Il recupero della funzione erettile normale, in assenza di curvature peniene significative, si ottiene quasi sempre purchè si proceda tempestivamente all’esplorazione e correzione chirurgica.