Incurvamenti penieni congeniti/acquisiti

Curvatura congenita

La curvatura peniena congenita è determinato da uno sviluppo asimmetrico causato da un difetto di spessore o elasticità della tonaca albuginea, il tessuto di rivestimento dei corpi cavernosi. Nella maggior parte dei casi si assiste ad una curvatura di tipo ventrale, ma può essere anche laterale o in rari casi dorsale.

Pazienti con difetti di questo tipo giungono all’attenzione dell’urologo solitamente durante la pubertà, in quanto il disturbo si manifesta principalmente con il sopraggiungere della maturità sessuale e conseguentemente le prime erezioni. L’inquadramento diagnostico avviene principalmente attraverso un esame obiettivo volto ad individuare la presenza di eventuali curvature che vengono valutate sia a riposo che durante l’erezione.

Il trattamento è esclusivamente chirurgico mediante l’innesto di “Patch” di tessuto autologo (mucosa buccale, vena safena) o eterologo.

Malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica (PD)

La malattia di La Peyronie è una curvatura peniena acquisita causata da un ispessimento o un “esito cicatriziale” della tunica albuginea che può portare alla formazione di vere e proprie placche.

L’eziologia della PD è ancora dubbia; secondo l’ipotesi più accreditata alla base vi sarebbero ripetuti traumi e accidenti microvascolari della tunica albuginea. Tra i fattori di rischio vengono annoverati: diabete, ipertensione, dislipidemie, fumo, malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, abuso alcolici/droghe.

Il risultato è la formazione di curvature peniene in corrispondenza delle singole placche che possono causare dolore durante l’erezione e deficit erettile.

L’esame obiettivo è fondamentale per evidenziare l’entità di queste curvature, sia a riposo che durante l’erezione, e per pianificare l’eventuale iter chirurgico. La misurazione di tali placche mediante esame ecografico risulta spesso poco accurata, mentre l’ecodoppler penieno può evidenziare eventuali disfunzioni vascolari concomitanti.

Il trattamento conservativo prevede svariate opzioni: terapie orali farmacologiche o topiche, iniezioni intralesionali, terapia ad onde d’urto. Generalmente tutti questi approcci risultano poco o per nulla efficaci. La terapia chirurgica risulta l’alternativa più valida e si avvale di tecniche chirurgiche sostanzialmente assimilabili a quelle per la curvatura congenita. La chirurgia è però generalmente riservata a placche “stabili” che determinato un incurvamento maggiore di 30°.