Esami diagnostici

Ecocolordoppler

Uroflussometria

RMN multiparametrica

Biopsia testicolare

esami ormonali

I dosaggi ormonali sono un set di analisi di laboratorio scelti dal medico in funzione della tipologia di patologia da individuare per poter poi stabilire un’eventuale terapia. Il nostro equilibrio metabolico, ma anche la sessualità , la funzione erettile e la fertilità , vedono alla loro base l’azione degli ormoni.

Disfunzioni sessuali e calo della libido :
Il capostipite degli ormoni sessuali maschili è certamente il Testosterone totale e libero. Esistono tuttavia altri ormoni, il cui dosaggio è utile per un maggiore inquadramento diagnostico della disfunzione di base. Tra questi vanno annoverati il DHEA-S e la vitamina D3. La carenza di questi può causare disfunzione erettile e calo della libido. Ci sono poi altri ormoni il cui aumento è causa di problemi sessuali. Tra questi l’omocisteina, marker di rischio cardiovascolare e inibitore del rilascio dell’ossido nitrico, la prolattina e cortisolo, ormoni detti da stress.

Infertilità :
sicuramente il testosterone, FSH, LH, inibina b e prolattina.

Tumore del testicolo :
alfa feto proteina
beta-HCG
LDH

Esami Colturali

Rappresentano un insieme di esami volti ad identificare la presenza di germi patogeni all’interno del nostro organismo, responsabili di infezioni come quelle del sangue e delle vie urinarie. Questi esami prevedono l’isolamento del germe, quindi la loro identificazione, la conta per definirne la carica infettiva ed in definitiva il test della sensibilità che serve per identificare il migliore antibiotico utile al trattamento dell’infezione.

ecografia

Esame strumentale che permette lo studio morfologico nonché, mediante alcuni accorgimenti, lo studio dinamico dell’apparato urinario. L’ecografia è una tecnica che sfrutta l’impiego degl’ ultrasuoni, le cui interazioni con la materia provocano la formazione di echi di ritorno. Si tratta di un esame non invasivo e dall’alto contenuto informativo e rappresenta quindi un esame diagnostico di prima istanza nello studio morfologico dell’apparato urinario e delle strutture limitrofe
L’ecografia dell’apparato urinario consente la valutazione dei reni, della vescica e della prostata. Può essere eseguita anche in corso di visita urologica qualora l’urologo la ritenga necessaria per l’approfondimento diagnostico.

Quando è bene sottoporsi ad ecografia dell’apparato urinario:
• In caso di colica renale / dolore al fianco
• In caso di macroematuria (emissione di sangue nelle urine) o microematuria (costante riscontro di globuli rossi all’esame delle urine).
• Quando sono presenti disturbi del basso apparato urinario.
• Per il controllo annuale nei pazienti con ipertrofia prostatica benigna
• Per controllare nel tempo l’evoluzione di patologie come le cisti ed i calcoli renali e periodicamente dopo qualsiasi trattamento per la calcolosi urinaria

Ecografia renale:
• Misurazione delle dimensioni dei reni
• Valutazione dello spessore del parenchima
• Diagnosi di masse (tumori), calcoli, dilatazione delle vie escretrici.

Ecografia vescicale:
• A vescica piena, principalmente per escludere la presenza di lesioni che aggettano nel lume dell’organo (tumori, calcoli, corpi estranei)
• Dopo minzione, per valutarne il corretto svuotamento ed eventualmente quantificare il residuo

Ecografia prostatica:
• Per valutare i diametri della prostata o di altri reperti abnormi (deformazione del profilo, presenza di cisti, calcificazioni, ipertrofia del lobo medio)

ECOCOLORDOPPLER

ECOCOLORDOPPLER PENIENO DINAMICO                                                                                                                                                                                      L’ECD dinamico è un esame diagnostico ambulatoriale utilizzato per una valutazione morfo-funzionale del pene. L’ecografia valuta infatti la morfologia delle strutture che compongono il pene, mentre il colordoppler fornisce informazioni sulla vascolarizzazione del pene. Questo esame è indicato essenzialmente nello studio della disfunzione erettiva e degli incurvamenti penieno. L’indagine inizia con l’iniezione di un farmaco vasodilatatore (Alprostadil 5-20 mcg) all’interno dei corpi cavernosi, cui segue un’attesa di circa 10 minuti per consentire al farmaco stesso di favorire l’erezione, necessaria per una corretta valutazione della vascolarizzazione peniena.

ECOCOLORDOPPLER (ECD) SCROTALE
Nel maschio infertile il riscontro di anormalità a livello scrotale è molto frequente, e quindi l’esame ecografico dello scroto riveste un ruolo fondamentale per identificare patologie potenzialmente responsabili dell’infertilità.
Tra queste ricordiamo principalmente il varicocele, presente nel 15% della popolazione maschile e nel 40% dei maschi infertili, caratterizzata da abnorme dilatazione della vene che avvolgono il testicolo.
Il varicocele interessa pressochè esclusivamente il testicolo sinistro.
La valutazione EcoColorDoppler scrotale del soggetto infertile deve prevedere
• Volumetria dei testicoli: normalmente 12-25 ml
• Ecostruttura e vascolarizzazione dei testicoli
• Eventuale presenza di ectasie (dilatazioni) venose attorno al testicolo
• Eventuale presenza di reflussi venosi patologici
Di norma l’esame viene eseguito prima in clinostatismo (posizione supina) e poi in ortostatismo (in piedi)
Sulla base dei reperti ottenuti all’ECD, possiamo avere informazioni sulla presenza o meno del varicocele, della sua entità e sull’eventuale sofferenza (volume ridotto) del testicolo che ha comportato.
La classificazione ecografica più utilizzata per il varicocele è quella di Sarteschi, che prevede 5 gradi (1-5)

TAC addome-pelvi con M.D.C.

La tomografia computerizzata è un indagine radiologica in quanto impiega radiazioni ionizzanti, e presenta l’importante vantaggio di una notevole risoluzione di contrasto rispetto alla tradizionale tecnica radiografica. Ciononostante, nello studio delle vie urinarie, è quasi sempre indispensabile il ricordo sistematico al mezzo di contrasto somministrato per via endovenosa. Si rileva particolarmente importante per documentare l’anatomia e i rapporti tra gli organi delle vie urinarie e quelli limitrofi, nello studio dei traumi renali, per la diagnosi di neoplasie e la stadiazione di queste, per individuare la presenza di calcoli, per la diagnosi di ascessi e raccolte di qualsiasi natura (ad esempio secondarie ad emorragie), per la caratterizzazione delle cisti renali e non solo.

RMN MULTIPARAMETRICA

RMN
La Risonanza magnetica nucleare è una tecnica alternativa alla TAC nello studio di molteplici patologie delle vie urinarie. Il suo vantaggio, rispetto alla TAC, sta nella mancanza di utilizzo di radiazioni ionizzanti e in una migliore caratterizzazione per alcuni organi del nostro corpo o ancora quando la TAC non dirime il dubbio sulla valutazione di lesioni tumorali. Ad oggi l’alto costo e la controindicazione al suo utilizzo in caso di dispositivi metallici impiantati nell’organismo nel limiti il suo utilizzo.

RMN multiparametrica prostatica
E’ una applicazioni della risonanza magnetica utile per lo studio metabolico e vascolare della prostata la cui utilità e superiorità rispetto alle altre metodiche sembra evidente sia nella diagnosi precoce che nella valutazione successiva del caRcinoma prostatico. Il risultato grafico ottenuto si rileva utile nel caratterizzare lesioni sospette eventualmente presenti nella prostata associando ad esse un score che definisce la probabilità che una data lesione possa, per i caratteri espressi allo studio RMN, essere tumorale o meno. Va sottolineato e specificato che non deve assolutamente essere considerata un esame diagnostico definitivo e che in caso di sospetta neoplasia prostatica l’unico esame ad oggi utile per una diagnosi di certezza è la biopsia della prostata.

UROFLUSSOMETRIA

L’uroflussometria è un esame non invasivo che permette di valutare il flusso urinario espulso attraverso l’uretra durante lo svuotamento vescicale. In pratica il paziente, all’interno di una stanza chiusa per garantirne la privacy, fa la pipì all’interno di un contenitore che poggia su un sensore. La macchina elabora poi un segnale grafico che permetterà la valutazione clinica del tracciato. L’esame si completa con un’ ecografia della parte inferiore dell’addome per valutare il grado di svuotamento della vescica, ovvero se è presente il residuo post-minzionale L’uroflussometria di solito viene consigliata al paziente direttamente dallo specialista urologo, ma anche il medico di medicina generale la può richiedere, essendo un esame di screening funzionale di primo livello soprattutto nel sesso maschile per tutti i disturbi del basso apparato urinario (LUTS) secondari all’ipertrofia prostatica benigna. L’UFM può porre il sospetto sulla presenza di un ostacolo che rallenta o modifica il flusso dell’urina. L’ostacolo può essere rappresentato da una stenosi (un restringimento) dell’uretra oppure da un ingrossamento della prostata che occlude parzialmente il lume dell’uretra. Il sospetto di ostruzione può essere avvalorato dalla presenza di residuo vescicale dopo la minzione.

BIOPSIA TESTICOLARE

La biopsia testicolare è una procedura chirurgica invasiva eseguita con diverse tecniche e il cui fine è quello di prelevare campioni di tessuto testicolare. Si rileva un procedura chirurgica utile nella diagnosi di neoplasia del testicolo o delle vie seminali o ancora può essere parte del processo diagnostico di infertilità maschile.

BIOPSIA PROSTATICA

BIOPSIA DELLA PROSTATA
E’ un esame utilizzato nella diagnosi di neoplasia prostatica e consiste nel prelievo di campioni di tessuto prostatico. Nel caso di esito positivo permette inoltre di ottenere la definizione del tipo istologico e del grado di aggressività di tumore, parametri questi fondamentali per definire il successivo follow-up dei pazienti oncologici. L’esame viene eseguito in regime ambulatoriale con in anestesia locale e dopo adeguata preparazione intestinale e antibiotica. Il prelievo di campioni di prostata viene eseguito sotto guida ecografica previo posizionamento di una sonda inserita nel retto (nel caso di prelievo transrettale) o attraverso la cute del perineo (nel caso di prelievo transperineale).

BIOPSIA DELLA PROSTATA CON METODICA FUSION                                                                                                                                                                         E’ una nuova tecnica che costituisce un grande passo in avanti nella diagnosi del trattamento prostatico. Agisce in combinazione con un ecografo in 3D ed è in grado di combinare le immagini della Risonanza Magnetica (RM) con quelle ecografiche. Questa tecnologia permette di simulare il tragitto della biopsia, di modificarlo all’occorrenza, registrando ogni singolo step.
La zona segnalata dalla Risonanza Magnetica come la più sospetta, inoltre, dopo la fusione di immagine con l’ecografia, compare come un bersaglio nell’immagine ricostruita in 3D.
L’operatore può così indirizzarsi verso il punto preciso da esaminare, senza colpire altre zone.
A cosa serve l’esame?
La Fusion Biopsy consente di registrare una mappa tridimensionale delle biopsie eseguite e permette così di ricostruire con precisione la localizzazione e il volume del tumore.
Quali sono i vantaggi?
• Aumenta la precisione evitando di pungere più volte la stessa zona e consente di mirare le zone risultate sospette alla Risonanza Magnetica.
• Registra una mappa tridimensionale delle biopsie eseguite in modo tale che, abbinando i risultati dell’esame istologico, si possa ricostruire con discreta approssimazione la localizzazione ed il volume del tumore.
• Questi dati, assieme al grado di malignità del tumore, contribuiscono in maniera decisiva a stabilire la categoria di rischio di quel particolare tumore.