Disturbi dell’eiaculazione

Disturbi dell'eiaculazione

I disturbi dell’eiaculazione rappresentano un ampio spettro di patologie che possono inficiare sia la qualità che la quantità di sperma emesso durante l’eiaculazione, con conseguente importanti sulla sfera sessuale, emotiva e riproduttiva.

L’Eiaculazione precoce rappresenta di gran lunga il disturbo più frequente, arrivando ad interessare mediamente il 30% della popolazione maschile con stime variabili fino al 52% fra i 50-60 anni.

Seguono per incidenza eiaculazione ritardata, aneiaculazione/anorgasmia, eiaculazione retrograda ed eiaculazione dolorosa.

Eiaculazione precoce (PE)

L’eziologia dell’eiaculazione precoce  rimane tutt’oggi poco chiara, pur riconoscendo una molteplicità di fattori situazionali, psico-emotivi (ansia da prestazione, depressione, stress) e somatici (fimosi, ipersensibilità del glande, frenulo corto, vescicolo-prostatiti).

A livello clinico possiamo distinguere:

  • PE primaria: compare fin dall’inizio dell’attività sessuale e si caratterizza per un’eiaculazione che sopraggiunge sempre o quasi entro 1 minuto dall’inizio della penetrazione, talvolta anche prima che questa abbia avuto inizio (ante portam)
  • PE secondaria/acquisita: si manifesta con un’incapacità a ritardare l’eiaculazione per un tempo generalmente inferiore ai 3 minuti, dopo un periodo più o meno lungo di normalità

Entrambe le due forme possono poi aver un aspetto generalizzato o, viceversa, situazionale.

Una buona anamnesi e una raccolta dettagliata della storia clinica del paziente rappresentano un passaggio imprescindibile nell’inquadramento diagnostico dell’eiaculazione precoce.  Un’accurata intervista del paziente dovrebbe già consentire un primo inquadramento della tipologia di disturbo, focalizzandosi in particolare sulla durata media del rapporto, il grado di stimolazione, l’impatto sulla qualità di vita e l’attività sessuale e l’utilizzo di farmaci o droghe che potrebbero eventualmente concorrere alla genesi del disturbo. Talvolta il medico può avvalersi di questionari specifici per l’inquadramento e lo studio del problema eiaculatorio (ad esempio il PEDT: premature ejaculation diagnostic tool). L’esame obiettivo può escludere eventuali cause funzionali o anomalie genitali che potrebbero essere alla base della PE, mentre eventuali esami laboratoristici o strumentali vengono tarati e prescritti, ove necessario, in base alle caratteristiche del singolo paziente e solo in un secondo momento.

Il trattamento della PE prevede un approccio multimodale, nello specifico:

  • Farmacologico: l’utilizzo di spray o preparati a base di sostanze anestetizzanti come Lidocaina o Prilocaina può essere di giovamento in quei pazienti con un disturbo prevalentemente funzionale. A questi possono eventualmente associarsi anche trattamenti chirurgici (ad esempio la circoncisione o la frenuloplastica) per migliorare i quadri correlati ad un’ipersensibilità del glande o ad un frenulo corto. La Dapoxetina è invece un farmaco approvato specificatamente per la PE, ove assunto per bocca è in grado di inibire o ritardare l’eiaculazione. L’utilizzo off-label di farmaci antidepressivi, come SSRI o clomipramina, ha invece dimostrato buoni risultati in pazienti accuratamente selezionati.
  • Psicoterapeutico: gli aspetti psicologici rivestono un ruolo primario sia nella genesi che per le conseguenze legate alla PE, dove il rischio maggiore è rappresentato dall’instaurarsi di meccanismi psicologici volti a peggiorare o “alimentare” il disturbo. Per questi motivi la terapia psicosessuale riveste un ruolo primario nel trattamento della PE, sia singolarmente che in associazione con quella farmacologica. Ove possibile, essa dovrebbe coinvolgere anche il partner.
  • Comportamentale: attraverso l’educazione del paziente a tecniche utili a controllare/ritardare l’eiaculazione, migliorando l’autocontrollo, la conoscenza del proprio corpo e l’interazione con il partner

Altri disturbi dell’eiaculazione

L’eiaculazione ritardata è un disturbo caratterizzato da un marcato ritardo o riduzione della frequenza eiaculatoria, fino ad una totale scomparsa o azzeramento di essa (aneiaculazione) nel 75-100 % delle occasioni. Analogamente all’eiaculazione precoce, essa riconosce una genesi secondaria o primaria. Tra i vari possibili fattori scatenanti si annoverano:

  • Cause organiche/funzionali: lesioni peniene iatrogene o acquisite, lesioni midollari spinali, atrofia tissutale o ridotta sensitività peniena
  • Cause farmacologiche: SSRI, antipsicotici, farmaci antipertensivi
  • Sindrome masturbatoria traumatica: in alcuni individui una masturbazione troppo vigorosa o disfunzionale crea una memoria sensoriale e tattile poco riproducibile durante il normale rapporto sessuale e pertanto ponendo il pazienta a rischio di deficit erettile
  • Altre: calo del desiderio sessuale, eccessivo utilizzo e visione di materiale pornografico

Analogamente alla PE, la psicoterapia e gli interventi comportamentali rappresentato il fulcro della terapia.

L’eiaculazione retrograda è un fenomeno per cui lo sperma viene eiaculato totalmente o parzialmente in vescica, anzichè per via anterograda attraverso il pene.

Questa condizione rappresenta uno degli effetti collaterali più tipici dell’utilizzo di alfa-bloccanti, farmaci largamente utilizzati per la cura dei disturbi urinari secondari all’ipertrofia prostatica benigna (IPB). L’eiaculazione retrograda è spesso motivo di paura, disagio e scarsa aderenza terapeutica nei pazienti affetti da IPB. Un adeguato counseling farmacologico può ovviare a questi problemi, rassicurando il paziente sulla totale benignità di questo effetto collaterale. Altri farmaci psichiatrici o antipertensivi possono causare simili disturbi

In altri casi l’eiaculazione retrograda è invece sintomo di una disfunzione:

  • Neurologica: sclerosi multipla, lesioni midollari spinali, neuropatie, iatrogena/post-chirurgica
  • Uretrale: stenosi, ureteroceli, malformazioni congenite
  • Del collo vescicale

L’Eiaculazione dolorosa e l’emospermia (presenza di sangue nello sperma) riconosco solitamente una patologia infettiva sottostante a carico della prostata e/o delle vescichette seminali (vescicolo-prostatite). In rari casi possono essere l’espressione di una malattia tumorale o di una malformazione congenita, per cui una visita urologica è sempre indicata ove presenti  questi sintomi.